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Differenziale elettrico

Scritto da: Franco Cerrito
il differenziale elettrico

L’introduzione della variante V3 della norma CEI 64-8 per la progettazione, realizzazione e verifica degli impianti elettrici domestici ha apportato diverse modifiche alle modalità con cui compiere tali azioni. Le novità hanno tutte lo scopo di migliorare le funzionalità degli impianti, oltre che di garantir euna maggiore sicurezza degli stessi.
Fra le varie dotazioni minime imposte c’è anche quella che riguarda l’uso dei differenziali elettrici .

Cos’è il differenziale elettrico

Il differenziale elettrico viene comunemente chiamato salvavita, è un dispositivo di sicurezza che viene integrato nell’impianto elettrico, precisamente nel centralino, per interrompere il flusso elettrico dirigendolo verso a terra. Interviene nel momento in cui la somma tra le correnti che attraversano il differenziale, in entrata e in uscita, non è uguale a zero, ovvero se c’è un maggior passaggio in un senso o nell’altro.

È un dispositivo di sicurezza poiché protegge le persone da eventuali contatti indiretti, evitando loro di correre rischi ed è per tale motivo che è il differenziale elettrico è assolutamente obbligatorio e indispensabile in ogni casa.

Norma CEI 64-8 e differenziale elettrico

Prima dell’introduzione della V3 esisteva già l’obbligo (sin dalla legge 46/90) dell’installazione del differenziale elettrico in tutti i circuiti. La norma però ora obbliga all’installazione di due differenziali, quindi di due salvavita, collegati uno alle prese e uno alle luci. In questo modo viene garantito in parte il funzionamento dell’abitazione, evitando il black-out completo.

La norma non dice quale tipologia di differenziale bisogna utilizzare, ma suggerisce l’impiego di differenziali di Tipo A per i circuiti che alimentano lavatrici e/o condizionatori fissi. Raccomanda, inoltre, l’impiego di interruttori che abbiano una resistenza elevata contro gli scatti intempestivi, dotati, ad esempio, di SRD (Dispositivi di chiusura automatica). In entrambi i casi si tratta di suggerimenti, che non precludono la conformità dell’impianto, ma bisogna comunque tenere in considerazione che i differenziali AC spesso non sono indicati per i carichi diffusi nelle abitazioni: computer, elettrodomestici e dispositivi elettronici vari…

Esistono, infatti, tre tipologie di differenziali elettrici: Tipo A, Tipo AC e Tipo B. Il Tipo AC interviene per correnti differenziali di forma sinusoidale. Il Tipo A interviene per le correnti differenziali pulsanti unidirezionali  e per correnti differenziali di forma sinusoidale. Infine il Tipo B A interviene per le correnti differenziali pulsanti unidirezionali  e per correnti differenziali di forma sinusoidale fino a 1000 Hz.

La scelta del tipo di differenziale da installare deve essere a cura di un tecnico, che dovrà valutare a situazione specifica e il tipo di apparecchiature che verranno collegate all’impianto.

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