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I segreti della pittura a calce

Scritto da: Franco Cerrito
Pittura a calce

Quando si tratta di scegliere pitture per interni che seguano i principi della bioedilizia, la prima opzione, nonché la soluzione più usata, è la pittura a calce. Questo tipo di pittura è di origine antichissima e il suo processo produttivo è decisamente semplice e a ridotto impatto ambientale. La calce infatti riduce del 30% il consumo energetico in fase di produzione e, grazie alle sue proprietà, riassorbe tutta l’anidride carbonica sprigionata nel passaggio da calcare a ossido di calcio.

Gli ingredienti della pittura a calce

Nella sua forma più elementare, si tratta di una combinazione di acqua e calce che crea un liquido denso bianco cui, nel caso in cui serva una finitura colorata, vengono aggiunte polveri a partire da terre naturali. All’inizio, i colori disponibili per la pittura a calce erano limitati ma ormai è possibile ottenere molte e diverse tinte, altro motivo per cui la pittura a calce si va diffondendo sempre di più nelle abitazioni.

Le proprietà della pittura a calce

La pittura a calce è una soluzione ottima nella stragrande maggioranza dei casi anche se dà il suo meglio in caso di supporti porosi (pietra naturale, laterizio, intonaco a calce) mentre per l’utilizzo su supporti cementizi vanno aggiunti degli additivi appositi. A differenza di molte tinte per interni moderne, ha poi un alto tasso di permeabilità, permette cioè al vapore acqueo prodotto all’interno dell’edificio di uscire e disperdersi evitando pericolosi ristagni che possono provocare muffe e altri problemi, di conseguenza è consigliata in caso di ambienti umidi in cui c’è rischio di muffe e infiorescenze.

A differenza delle pitture sintetiche moderne poi, la pittura a calce non corre il rischio di creparsi né di sfogliarsi e la manutenzione è molto più facile che su un muro “tecnologico”.

 

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