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Norme impianto elettrico: non solo per l’operatore

Scritto da: Paolo
Norme impianto elettrico

Le norme sull’impianto elettrico sono spesso date per scontate. Sebbene anche il neofita meno esperto della materia sappia che il DM 37/2008 sia attualmente alla base di qualsiasi impianto elettrico di nuova costruzione e che quelli costruiti in passato necessitino di una dichiarazione di conformità rilasciata da personale autorizzato, c’è ancora chi per archiviare a proprio favore un guadagno effimero si affida a ditte non specializzate e conniventi che per risparmiare qualche soldo utilizzano materiale scadente o costruiscono impianti non a norma.

Non è ciò che accade se un cliente si rivolge a noi. Curiamo, infatti, ogni minimo particolare nel dettaglio, senza tralasciare nulla. A partire dal materiale, fino alla più infinitesimale composizione dell’impianto.

Rispetto delle norme sull’impianto elettrico

Rispetto delle norme sull’impianto elettrico. È questa la parola chiave che ogni ditta dovrebbe possedere stampata a caratteri cubitali nella propria mente. Unita al rispetto per la legislazione. Partiamo da un presupposto: l’impianto ha inizio dal contatore, il punto di consegna e comprende nell’insieme tutte le condutture elettriche comprensive di accessori, gli apparecchi utilizzatori di tipo fisso, quelli di manovra e di protezione.

Importante da ricordare: tutto il personale chiamato ad installare l’impianto deve essere assunto in maniera regolare per legge ed allo stesso modo deve essere assicurato “a cura e carico” dell’impresa che si occupa dell’installazione. Quest’ultima è chiamata a rispondere dell’intero lavoro e di quello della propria squadra nei confronti del cliente.

Il collaudo dell’impianto elettrico a norma

Le norme sull’impianto elettrico si possono definire totalmente rispettate solo dopo il collaudo dell’impianto stesso.

Importante: nel periodo di tempo precedente il collaudo e nel corso di quello di garanzia, lo stesso non potrà subire modifiche da parte di chi ha commissionato il lavoro. Si tratta di una “clausola” importantissima da rispettare, al pari di quelle dell’utilizzo da parte della ditta di materiali ed apparecchiature rispondenti alle vigenti norme CEE ed italiane. Un’eventuale seppure involontaria manomissione potrebbe infatti apportare danni irreparabili e non privi di conseguenze.

L’impianto si intende ultimato all’atto del collaudo. Nel periodo precedente il collaudo e in quello di garanzia l’impianto non potrà essere modificato né manomesso dal committente. Le modalità di esecuzione dell’impianto e le caratteristiche dei materiali e delle apparecchiature impiegate devono rispondere a quanto richiesto dalle Norme CEI e dalle disposizioni di legge vigenti.

La tensione di alimentazione negli impianti monofasi non deve essere superiore a 220V. Negli ambienti bagnati non si devono superare i 25V e i 50V per le lampade portatili e gli apparecchi portatili rispettivamente. La tensione di alimentazione non deve presentare cadute superiori al 3% per gli impianti di illuminazione e al 4% per gli altri usi, anche in caso di contemporanea inserzione di tutti gli apparecchi utilizzatori che potrebbero funzionare contemporaneamente.

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