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Riscaldamento a bassa temperatura a Roma

Scritto da: Franco Cerrito
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Parlare di riscaldamento a bassa temperatura potrebbe indurre a identificare un controsenso concettuale, sebbene siamo di fronte ad un’interessantissima evoluzione tecnica del riscaldamento domestico. Si tratta di uno dei sistemi più moderni ed efficaci per il riscaldamento degli ambienti domestici che permette di ottenere consistenti benefici in termini di comfort attraverso minori temperature di esercizio dell’impianto stesso. Vediamo cos’è e come funziona.

Cos’è il riscaldamento a bassa temperatura

Tutti sappiamo che un impianto di riscaldamento è generalmente composto da una caldaia e da dei termosifoni che si trovano nelle stanze della casa. I termosifoni, o radiatori, o elementi radianti, si riempiono di acqua calda e grazie a questa riescono a trasmettere calore all’ambiente. È la soluzione senz’altro più diffusa e adottata, ma non per questo è quella ideale. I radiatori tradizionali hanno infatti controindicazioni come: aria secca, stratificazione dell’aria calda e circolazione delle polveri, ma soprattutto una diffusione del calore non omogenea. Grazie al riscaldamento a bassa temperatura, non solo vengono evitate le potenziali controindicazioni per la salute, ma viene ottimizzato al massimo l’irraggiamento del calore.

Come è composto un impianto a Bassa Temperatura

Per la bassa temperatura è indispensabile sostituire i radiatori con sistemi a irraggiamento a pavimento o a parete. In essi vengono impiegate lunghe serpentine di tubi in polietilene o rame che attraversano il pavimento, il battiscopa, le pareti o i soffitti e attraverso cui scorre l’acqua calda. Il calore portato dall’acqua si diffonde in maniera omogenea in tutto l’ambiente: con le serpentine installate a pavimento si ottiene una diffusione ottimale in tutto l’ambiente dal basso verso l’alto, mentre un’installazione a battiscopa o a parete permette una diffusione del calore “ad altezza uomo” con una immediata percezione del calore.

Proprio grazie ad un’efficacia maggiore nella diffusione capillare del calore, in questa nuova tipologia di impianti l’acqua raggiunge una temperatura massima di esercizio di 35°C (contro gli 80°C necessari in un impianto tradizionale ) garantendo le medesime prestazioni in termini di calore percepito. Ovviamente si consuma molta meno energia per raggiungere una temperatura di 35°C. Si calcola che si può arrivare a risparmiare almeno la metà rispetto al riscaldamento tradizionale, ma si può arrivare anche a spendere solo 1/3.

Come installare il riscaldamento a bassa temperatura

A seconda della struttura, come abbiamo visto, il riscaldamento a bassa temperatura può essere installato a pavimento (necessaria la ristrutturazione totale del pavimento), a battiscopa, a parete o a soffitto. Il più diffuso ed efficace in assoluto è quello a pavimento, che solitamente viene realizzato in fase di ristrutturazione. È consigliabile, in ogni caso, pensare a un’installazione solo in caso di ristrutturazione, poiché si tratta di un intervento strutturale piuttosto importante e impegnativo sia tecnicamente che economicamente.

Altro aspetto positivo sono i costi, superiori di circa il 10% rispetto a un impianto tradizionale, ma che consentono comunque e indubbiamente di risparmiare nel lungo periodo.

Per ciò che riguarda le detrazioni fiscali, per questo tipo di impianto sono state sempre previste dalle Leggi Finanziarie degli ultimi anni poiché la loro installazione incide notevolmente sulla riqualificazione energetica dell’appartamento o dell’immobile nel suo insieme. Quindi, in quanto interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici non è azzardato sostenere che continueranno ad essere sostenuti con incentivazioni fiscali anche in futuro. Occorrerà solo essere informati sulle aliquote applicate e le modalità.

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