lavori Edili Roma su Google plus
numero verde 800.98.04.40

La sanatoria catastale del 2012

Scritto da: Franco Cerrito
Sanatoria Catastale

Il 2012, anche per ciò che riguarda questo la sanatoria catastale, diventa sinonimo di semplificazioni. Spesso e volentieri semplificazione è sinonimo di risparmio: tutto ciò che possa portare agevolazione ad un investitore, o ad un’azienda prolifica e attenta al particolare come la nostra (e quindi affidabile, N.d.R.) deve essere quindi tenuto in piena e fattiva considerazione.

Attenzione però a non confondere la sanatoria catastale con il condono: si tratta di due interventi decisamente differenti. Ciò che è necessario sapere è che grazie alla Risoluzione19/E/2012, l’Agenzia delle Entrate ha reso operative le semplificazioni e contemporaneamente reso noti i codici tributi per il pagamento delle somme dovute dopo l’attribuzione della rendita presunta sugli “immobili fantasma”.

Scopriamo la sanatoria catastale

Questa normativa è la diretta emanazione del provvedimento voluto dal ministero dell’economia in merito alle modalità di versamento unitario F24 al pagamento dei tributi speciali catastali, ma anche a, citiamo testualmente “interessi, sanzioni e oneri accessori dovuti al mancato rispetto della normativa catastale e all’attribuzione d’ufficio della rendita presunta ai sensi del Dl 78/2010”, contente a livello pratico tutte le disposizioni per l’emersione dei fabbricati irregolari.

La sanatoria catastale è rivolta a tutte quelle costruzioni, circa 2 milioni, che non risultano esistere presso il Catasto. Attenzione, lo ripetiamo: questo provvedimento è relativo alla semplice regolarizzazione catastale e fiscale. Il condono riguarda i comuni e fa parte della necessaria regolarizzazione edilizia.

È stato stimato che la sanatoria catastale, attraverso l’individuazione aggiuntiva di immobili e di cambiamenti agli stessi non denunciati al catasto, pari rispettivamente ad 1.081.698 unità immobiliari di diverse tipologie e a circa 900 mila interventi, sarà in grado di portare nelle casse dello stato almeno 472 milioni di euro, senza contare gli ulteriori emolumenti raggiungibili attraverso la reintroduzione dell’Imu.

Una suddivisione ideale? Parliamo di circa 356 milioni ai fini Imu, 110 milioni ai fini dell’imposta sui redditi tra Irpef e cedolare secca sugli affitti ed almeno 6 milioni per l’imposta di registro sui canoni di locazione.

Lavori edili Roma Numero Verde
Potrebbero Interessarti Anche: