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Agevolazione fiscale ristrutturazione

Scritto da: Franco Cerrito
Agevolazione fiscale ristrutturazione

L’agevolazione fiscale ristrutturazione, che permette di detrarre una parte delle spese sostenute, si applica alle abitazioni e alle parti comuni degli edifici residenziali presenti nel territorio dello Stato. Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie non ha più un termine di scadenza. Vediamo di seguito la normativa che la regola e le caratteristiche generali.

Normativa sull’agevolazione fiscale ristrutturazione

La normativa sull’agevolazione fiscale ristrutturazione è stata introdotta nel 1998 e più volte prorogata. Nel 2011, grazie al decreto legge n. 201/2011 art. 4, l’agevolazione fiscale ristrutturazione è stata resa permanente, ed è stata inserita tra gli oneri detraibili ai fini Irpef, cioè l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Come abbiamo detto, nel tempo, la normativa è stata più volte modificata fino al decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012 (Misure urgenti per la crescita del Paese) che ha elevato la misura della detrazione e il limite massimo di spesa ammessa al beneficio, infatti, la detrazione Irpef aumenta al 50% e raddoppia il limite massimo di spesa che passa a 96.000 euro per unità immobiliare.

Chi può usufruire dell’agevolazione fiscale ristrutturazione

L’agevolazione fiscale ristrutturazione riguarda tutti i residenti o meno nel territorio dello Stato assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Non solo i proprietari degli immobili ma anche i titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Tra questi troviamo i titolari di un diritto reale di godimento come l’usufrutto, i nudi proprietari, locatari, soci di cooperative divise e indivise e gli imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.

Cosa fare per beneficiare dell’agevolazione fiscale ristrutturazione

Per beneficiare dell’agevolazione fiscale ristrutturazione bisogna indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e nel caso gli interventi siano effettuati dal detentore, presentare gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo. È importante ricordarsi di conservare i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011, che potranno così essere esibiti in caso di richiesta da parte degli uffici competenti. Oltre a questo il contribuente deve essere in possesso della comunicazione all’Asl, delle fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute e delle ricevute dei bonifici di pagamento.

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