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Cosa è la tecnologia domotica?

Scritto da: Marco Maccaroni
tecnologia domotica

Hal 9000 è forse la prima cosa che ci viene in mente se pensiamo ad ambienti controllati da una qualche “entità” non umana che dovrebbe semplificare la vita e invece si rivela letale. Per fortuna però la tecnologia domotica, almeno per ora, non produce di questi mostri e anzi si rivela un’interessante possibilità che troppo spesso, per ignoranza, non viene presa in considerazione in modo adeguato.

Una casa domotica

La tecnologia domotica è in grado di gestire diversi aspetti della vita domestica, tra cui l’illuminazione, la temperatura ambientale, l’home theatre, l’impianto di sicurezza, eventuali sistemi antincendio e di rilevazione di fughe di gas. Un impianto domotico è però anche in grado di salvaguardare il benessere umano in casa se viene messo nelle condizioni, per esempio, di gestire i carichi elettrici per intervenire in caso di anomalie, evitando così pericolosi sbalzi di corrente.

Se però il 51% delle richieste di progettazione di un impianto a tecnologia domotica nascono da motivi puramente estetici e di moda è evidente come siano ancora poco note le vere potenzialità di in impianto domotico.

Progettare un impianto a tecnologia domotica che gestisca luce, riscaldamento e sicurezza permette non solo di avere sempre a portata di mano, con un telecomando o, sempre più spesso, con un’app scaricata sul telefono, il comfort di casa quando siamo in ufficio o in vacanza ma riduce anche il dispendio energetico della casa, rende l’ambiente più vivibile in caso di persone con esigenze particolari e riduce i lavori da svolgere in caso di manutenzione o espansione dei sistemi.

Domotica a misura d’uomo

Come gli architetti che cercano fare del benessere del cliente la base su cui poggia ogni decisione in termini di progettazione di un’abitazione, i progettisti di impianti a tecnologia domotica cercano di tradurre in soluzioni tecnologiche quelle che possono essere le più diverse esigenze umane.

Esempi classici sono le persone che lavorano tutto il giorno fuori casa e, d’inverno come d’estate, vogliono in casa il clima ideale quando rientrano la sera e non vogliono doversi preoccupare di dover cercare al buio un interruttore per accendere le luci del vialetto.

Oltre a queste soluzioni di base è possibile però, con un impianto domotico, gestire da telecomando le serrande se, per impedimenti fisici, non è possibile alzarle a mano o ancora aprire la porta di casa con il videocitofono o al contrario impedire l’accesso a soggetti indesiderati e far scattare l’allarme. È già possibile automatizzare singolarmente queste diverse azioni, per le serrande esistono modelli con alzaserranda elettrico, quello che l’impianto domotico fa è riunire in un oggetto, telefono o telecomando o centralina a parete, il controllo e l’automazione di queste azioni. E se il benessere è il motivo che spinge a creare un impianto domotico è evidente come una gestione intelligente di questi sistemi aiuti anche a migliorare l’efficienza energetica della casa riducendo gli sprechi.

Questione di dimensioni

Abbiamo parlato di automazione ed è quindi il caso di distinguere domotica e building automation, che sono due idee molto vicine nella teoria ma distanti nella pratica e nelle dimensioni. La tecnologia domotica viene riferita solitamente a impianti realizzati per abitazioni e del resto è la parola stessa che ci suggerisce il campo d’azione: domotica viene da domos, casa in greco antico. La building automation si occupa invece di automatizzare non una singola casa o palazzina ma di gestire edifici pubblici e industriali.

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