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Com’è fatto un quadro elettrico a norma

Scritto da: Enzo Cerrito
quadro elettrico

Quando si parla d’impiantistica ed più in particolare di componenti elettrici, non bisogna dimenticare che qualsiasi progetto deve assolutamente rispondere a determinate caratteristiche non solo legate alle regolamentazioni legislative in materia ma anche strettamente correlate alle esigenze del cliente che li commissiona: un obiettivo sempre raggiunto dalle nostre squadre di operai.

Il quadro elettrico: il salvavita e gli interruttori magnetotermici

Si può scegliere quale approvvigionamento energetico favorire rispetto ad un altro, ma se c’è un elemento sul quale non si può soprassedere è l’installazione in un quadro elettrico e di un salvavita, altrimenti conosciuto dagli addetti ai lavori come interruttore differenziale. Esso è accompagnato, a seconda delle necessità, da diversi interruttori magnetotermici.

Espressi in parole più semplici per i neofiti del quadro elettrico e più generalmente d’impiantistica, questi ultimi non sono altro che gli interruttori che regolano l’erogazione della corrente elettrica.

Due circuiti obbligatori per il quadro elettrico

Secondo le leggi vigenti, un impianto di tipo regolare deve essere alimentato distinguendo almeno due circuiti separati: solitamente corrispondente ad uno per le prese ed ad uno per la regolamentazione delle luci. Gli interruttori magnetotermici concederanno alla persona che usufruirà dello stesso di capire, in caso di sovraccarico, ad esempio, quale sia il circuito in grado di sensibilizzare il salvavita al punto di farlo scattare.

Non solo, attraverso una gestione del quadro elettrico di questo genere, la persona potrà scegliere, con l’aiuto dei nostri operatori, l’assorbimento massimo di corrente che i due circuiti dovranno sostenere e stabilire una corretta gestione delle varie componenti elettricamente alimentate della casa. In questo modo si può evitare l’interruzione di alcuni servizi necessari alla sopravvivenza in caso di problemi e quindi mantenere comunque attivo almeno uno dei circuiti elettrici in funzione anche in caso di superamento delle soglie di corrente massima erogabile dagli stessi.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che gli interruttori magnetotermici sono contraddistinti da una portata massima di ampere che possono supportare. Superata tale soglia, l’interruttore scatta aprendo di conseguenza il circuito.

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